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FAQ

Domande frequenti sulla donazione

Il sangue umano è un prodotto naturale insostituibile e irriproducibile in laboratorio, essenziale per la vita. La donazione di sangue rappresenta uno dei pochi momenti di autentica medicina preventiva e si rivela un gesto di estrema generosità, in grado di salvare la vita di chi ne ha bisogno. Considerare di trovarsi nella situazione di chi necessita di sangue può sensibilizzare ulteriormente su questa importante pratica altruistica.

Sì, non vi è alcun divieto per i vegetariani e i vegani di donare il sangue. Questo perché entrambi i regimi alimentari non sono considerati dannosi per la salute del donatore. Ogni anno, il donatore sottopone a esami ematici che consentono di valutare se il proprio stile alimentare abbia causato carenze nutrizionali.

Grazie a un'attenta selezione, per un adulto in salute la donazione di sangue non comporta alcun rischio significativo. Esistono rigide disposizioni che regolano il processo di raccolta del sangue: la quantità prelevata in media ad ogni donazione è minima e viene stabilita per legge a 450 centimetri cubi con una tolleranza del +/- 10%. Tra una donazione di sangue intero e la successiva deve trascorrere almeno un periodo di 90 giorni. La frequenza annua delle donazioni non deve superare le 4 per gli uomini e le 2 per le donne in età fertile. I controlli e le visite periodiche effettuati su ogni donatore prima di ogni donazione costituiscono un efficace strumento di medicina preventiva, a salvaguardia dello stato generale di salute del donatore.

Sì ma è necessario attendere 15 giorni dall'ultima assunzione prima di riprendere a donare. 

Nella mattina del prelievo, è consigliabile essere a digiuno oppure consumare una colazione leggera a base di frutta fresca, spremute, tè o caffè poco zuccherati, e pane non condito o altri carboidrati leggeri. 

Sì, le donne che assumono terapie anticoncezionali non devono interrompere la loro assunzione giornaliera.

Sì, il periodo di astensione dalla donazione va dalle 48 ore alle 4 settimane in base alla tipologia di vaccino. Ad esempio sono necessarie 48 ore per il vaccino per il Covid-19 e anti influenzale, purché in assenza di reazioni avverse di qualunque natura.

In questi casi è necessario valutare ogni singola situazione con un medico.

Sì, ma occorrerà attendere 4 mesi. 

È consigliabile esaminare più dettagliatamente la questione. Se si tratta di un intervento considerato "medio", come l'asportazione di nevi o cisti, o interventi oculistici, è consigliabile attendere almeno un mese prima di effettuare la donazione.

Nel caso di interventi più sostanziali, come protesi o innesti odontoiatrici, è preferibile attendere 4 mesi prima di donare sangue.

Il donatore di sangue, se dipendente, ha diritto a un permesso dal lavoro per l'intera giornata della donazione, mantenendo la normale retribuzione per l'intero turno lavorativo (come stabilito dall'articolo 8 della legge 219/2005). Dopo la donazione, il personale del servizio trasfusionale o dell'unità di raccolta deve rilasciare un attestato di avvenuta donazione, che il donatore deve successivamente consegnare al datore di lavoro.

Per gli aspiranti donatori dipendenti, se vengono considerati non idonei alla donazione, il permesso retribuito coprirà solo il tempo necessario per l'accuratezza dell'indagine e le procedure correlate. La non idoneità alla donazione viene certificata dal medico del servizio trasfusionale o dell'unità di raccolta e la certificazione deve essere consegnata al datore di lavoro.

Sì, nel caso di viaggi in paesi tropicali però è necessario sottoporsi, trascorsi 6 mesi, al test della malaria o del chagas, sulla base delle aree endemiche. 

Se sono passati più di due anni dall'ultima donazione sarà necessario prenotare una nuova visita di idoneità per tornare a donare.